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Heading Tag: che cosa sono?

Gli heading tag sono degli elementi importanti nelle pagine del tuo sito web. Sono determinanti sia per gli utenti, che riescono a farsi subito un’idea del contenuto della pagina, ma lo sono anche per i bot dei motori di ricerca che sono agevolati nella scansione delle pagine. Inoltre, se ben ottimizzati, gli eading tag possono avere un’influenza positiva nel posizionamento della pagina nella SERP, la pagina dei risultati di Google.

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Ti hanno detto che scrivere heading tag efficaci è importante ai fini della SEO, ma non hai idea di cosa siano? Oppure hai una vaga idea, ma non credi di poterci lavorare o di capire come sta lavorando il tuo SEO? Perfetto, questo articolo è per te. Anche se non hai competenze in quest’ambito, ti aiuterò a fare chiarezza tra questi termini un po’ tecnici.

Heading tag, che cosa sono: una definizione semplice

Te la faccio davvero molto semplice: titoli. Questa ennesima espressione in inglese indica proprio dei titoli. Se volessimo essere ancora più precisi, i termini “heading tag” indicano esattamente i tag dell’intestazione.

Tutto qui? Si e no. Hai presente i giornali? Una volta (o forse ancora oggi) venivano appesi nei chioschi delle edicole o sventolati davanti ai passanti. Il titolo principale doveva essere visibile e interessante, serviva per attirare l’attenzione su un particolare fatto di attualità o di cronaca.

Gli heading hanno questa funzione, e non solo. In una pagina web servono, di base, a far capire al lettore e ai crawler di Google (i robot che scansionano tutte le pagine web) di cosa si andrà a parlare, agevolando così sia i bot che i lettori. In buona sostanza, le pagine risultano ordinate con una struttura chiara e comprensibile. Dal punto di vista della SEO questo è importante, perché assieme all’ottimizzazione del sito e alla link building, contribuiranno a posizionare le pagine del tuo sito web su Google.

I tag di intestazione

Gli heading tag sono 6 e vengono indicati con la lettera H. Vediamo nel dettaglio quali sono e come si usano:

  • H1: questo è il titolo principale, quindi la parte più importante della pagina web. Se pensassimo alla pagina di un giornale cartaceo, sarebbe quel titolo più evidente, spesso in grassetto o con un font di grandi dimensioni. Viene utilizzato proprio per catturare l’attenzione del lettore e mettere in risalto l’articolo o la pagina, così da far capire a colpo d’occhio di cosa si parla. Non solo, anche i bot capiranno agevolmente l’argomento in oggetto e se l’H1 viene ottimizzato correttamente, contribuisce a migliorare il posizionamento sui motori di ricerca, infatti, è buona norma inserirvi la parola chiave per la quale si intende posizionare la pagina, lo vedremo più nel dettaglio dopo.
  • H2: è il sottotitolo principale che serve ad anticipare con maggiori dettagli il contenuto dell’articolo.
  • H3: è un ulteriore sottotitolo che esplicita il contenuto di ciò che troveremo nei singoli paragrafi.

La gerarchia è evidente: l’H1 è il titolo principale, gli H2 sono sottotitoli che introducono i paragrafi, gli H3 introducono dei sottoparagrafi. Gli altri heading, H4, H5, H6, sono sempre sottotitoli, ma sono poco usati rispetto ai primi tre.

Il corretto utilizzo dei sottotitoli, come detto, rende la pagina ordinata e facilmente comprensibile. Questo è particolarmente utile per il lettore -sai già quanto siano frettolosi gli utenti- che possono trovare rapidamente l’argomento di interesse e per i bot che scansioneranno con molta più facilità la pagina.

Altri vantaggi degli heading tag

Quelli che ti ho fin qui elencato sono i principali vantaggi dati dall’utilizzo degli heading tag, ma ni realtà ce n’è un altro da non sottovalutare, soprattutto se sei tu che scrivi i contenuti del tuo sito.

I tag di intestazione, infatti, sono molto utili per creare i contenuti stessi. Se scrivi da solo i tuoi contenuti sai perfettamente quanto possa essere difficile avere idee e quanto di frequente accada di perdere il filo e discostarsi dall’argomento principale.

Scrivendo gli heading title, invece, costruisci l’ossatura dell’articolo e scrivere i contenuti sarà molto più semplice, senza correre il rischio di divagare. Se poi hai bisogno di approfondire degli argomenti, non dovrai fare altro che aggiungere dei paragrafi, ma saprai dove inserirli senza destrutturare totalmente il testo.

Ovviamente non esagerare, non mettere troppi H2 e H3 o il testo diventerà prolisso e il discorso sarà difficile da seguire.

H1 versus tag title

Errore che commettono in tanti è quello di confondere H1 e tag title. Ebbene, non sono la stessa cosa. Il tag title è il titolo che si visualizza sulla SERP, la pagina dei risultati dei motori di ricerca, sopra la meta description (la breve descrizione che fa capire al lettore di cosa parli l’articolo).

Questo elemento ha grande importanza dal punto di vista della SEO, il suo scopo è quello di dare informazioni soprattutto al motore di ricerca, infatti non compare nella pagina. Quindi, ricapitolando, il tag title compare nella SERP, ma non nella pagina, mentre l’H1 compare all’interno della pagina.

Il primo, di norma, non dovrebbe superare i 70 caratteri (i motori di ricerca calcolano il numero dei pixel e più lettere ci sono, più sono i pixel), per il secondo, quindi l’H1, non c’è un numero massimo di lettere. Qui valgono le classiche regole del giornalismo: titolo accattivante, esplicativo, non troppo lungo.

In entrambi è buona norma inserire la parola chiave con cui si vuole posizionare la pagina. Se stai parlando di come allevare le cavie peruviane, dovrai fare prima una ricerca delle parole chiave: per esempio, mettiamo che una buona keyword sia porcellino d’India (nome con cui è conosciuto l’animaletto). Nel titolo potresti scrivere: “Porcellino d’India, tutto quello che devi sapere per allevarlo”.

H1 e tag title devono essere coerenti tra loro, ma non necessariamente identici.

Come ottimizzare gli heading per i motori di ricerca

Per prima cosa parliamo dell’ottimizzazione dell’H1. Come già ho detto, è buona prassi che contenga la parola chiave con cui si intende posizionare la pagina web. Di solito la keyword si mette all’inizio, se il titolo ha un senso compiuto.

L’H1 dovrebbe essere uno per pagina e deve far capire a colpo d’occhio all’utente l’argomento in oggetto, motivo per cui deve essere ben visibile.

Per quanto riguarda gli altri H, devono far comprendere di cosa si parla nel paragrafo o nel sotto-paragrafo, possiamo inserire al loro interno una parola chiave correlata. Facciamo subito un esempio:

H1: Guida SEO per principianti, ecco da dove iniziare

H2: La guida SEO per Google e gli altri motori di ricerca

H3: Breve guida SEO eCommerce

H2: Corso SEO, quali sono i migliori

Questa potrebbe essere la struttura di un articolo di un blog, di una email, del sito di un’agenzia di web marketing.

Ovviamente, è un accenno di struttura, giusto per farti capire la gerarchia. Tutto deve iniziare dalla ricerca delle parole chiave in modo da sviluppare argomenti coerenti e che siano davvero utili per chi effettua la ricerca, ma anche per i crawler di Google, lo ribadisco ancora.

In conclusione

L’utilizzo degli heading tag è importante sotto diversi aspetti. Questi “titoli” e “sottotitoli” mettono in ordine la pagina e il suo contenuto, servono a dare una struttura precisa e coerente, facile da consultare sia per i lettori che per i bot dei motori di ricerca.

Inoltre, se vengono ben ottimizzati, possono aiutare la pagina a posizionarsi in modo efficace nella SERP. Vale la pena spenderci del tempo, anche perché se organizzi prima gli heading tag, scrivere il resto del contenuto sarà decisamente più semplice.

Infine, per rendere ancora più proficuo tutto questo lavoro, puoi ricorrere alla link building, un’attività che permette al tuo sito di scalare posizioni sulla pagina dei risultati dei motori di ricerca. Come? Suggerendo a Google -tramite link provenienti da siti autorevoli- che il tuo sito merita fiducia ed è utile per gli utenti.

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