Google Web Stories: cosa sono e come funzionano

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Sai che cosa sono le web stories e come funzionano? Si tratta di un formato che unisce immagini, audio, animazione, testo e video e che, soprattutto negli ultimi tempi, sta riscuotendo un grande successo sui social come TikTok e Instagram, vediamo di approfondire l’argomento.

Google Web Stories

Già da un po’ ci si è resi conto che sul web hanno più successo i messaggi veicolati da immagini e video. Questo è dovuto soprattutto al fatto che gli utenti cercano soluzioni chiare e immediate al loro problema o al soddisfacimento di un loro bisogno. Va da sé che anche Google, il motore di ricerca più popolare, si sia adeguato a questo modo di ottenere informazioni. Per andare subito al sodo: chi utilizza questo tipo di formato ha molte più possibilità di avere successo sul web.

Google Web Stories, che cosa sono

Come dicevo prima, le storie di Google sono una tipologia di formato molto simile a quello che, sicuramente, avrai già avuto modo di notare sui canali social, Instagram e TikTok per primi, ma ora anche su Facebook.

Questo veicolo della comunicazione, infatti, risulta decisamente accessibile, coinvolgente, per cui riesce ad attrarre gli utenti e questo, a guardarla dal punto di vista dell’interesse di un’azienda presente sul web, significa aprirsi enormi possibilità.

Il formato visivo delle storie, infatti, permette all’utente di scorrere i risultati e di ottenere rapidamente una risposta molto più chiara e immediata rispetto a quella che può fornire un testo scritto. Le stories di Google sono un insieme di immagini, video, testi, animazione e musica, riuscendo a coinvolgere a tutto tondo l’utente.

Le Google Web Stories sono state introdotte nell’app Google sia per Android che per iOS. Ma dove possiamo vederle? La sezione a loro dedicata è quella della ricerca, di Google Discover e Google Immagini. Vengono visualizzate nella riga superiore della scheda “Scopri” e basta solo un touch per visualizzare la storia a schermo intero. Per scorrere le storie basta usare un dito e passare alla storia che si desidera visualizzare nel carosello.

I contenuti che si possono inserire all’interno delle storie sono, al massimo, 30 pagine. Ma sai anche da dove nasce questo formato così interessante e di successo? Ebbene, non si tratta di un’invenzione di questi ultimi mesi, bensì è l’evoluzione delle AMP stories, un formato nato nel 2018 e che si basava sulla tecnologia sviluppata per il progetto Accelerate Mobile Pages di Google, nato per spingere l’internet ad essere sempre più orientato verso il mobile.

Le pagine, grazie a un framework HTML open source, sono leggere e vengono caricate rapidamente e questo è sempre utile, soprattutto per la user experience degli utenti, anche se non rientra tra i fattori di ranking SEO, quindi il posizionamento del sito web sui motori di ricerca non viene direttamente influenzato da questo parametro.

Come si creano le Google Web Stories

Se non sei un super esperto della programmazione e dell’editing, sta tranquillo perché pubblicare le storie di Google è molto semplice. Ci sono molti strumenti drag and drop che ti consentono di pubblicarle in modo davvero semplice e veloce, pensa che sono state pubblicate e indicizzate da Google delle storie su oltre 2000 siti web.

Tra gli strumenti più utilizzati per creare Google Web Stories ci sono MakeStories, Web Story per WordPress e NewsroomAl, che ti consentono di creare dei formati di visual storytelling in modo molto rapido, facile e funzionale. Discorso diverso per gli sviluppatori, esperti di programmazione, che possono quindi personalizzare le storie senza avvalersi di supporti quali plugin e software.

Il tutorial di Google

Google ha messo a disposizione dei suoi utenti una serie di tutorial su YouTube, Storytime per apprendere come creare storie in modo facile ed efficace, inoltre, ci sono numerose informazioni anche sul nuovo sito stories.google.

Se hai ancora dei dubbi, pensa al fatto che le Google Web stories sono pagine web come tutte le altre, quindi anche per loro valgono le medesime regole, sia per quanto riguarda la pubblicazione, che per quanto concerne l’ottimizzazione SEO e la link building, al fine di essere più visibili.

I vantaggi di questo nuovo formato di Google

Parliamo adesso dei vantaggi che puoi ottenere dalla pubblicazione delle storie perché, ovviamente, non si fanno delle cose senza avere ben chiaro cosa ci possano portare e come possiamo sfruttarle.

Una delle cose che sta iniziando a essere chiara, è l’elevata probabilità che le storie abbiano una sorta di corsia preferenziale su Google, proprio perché si tratta di un prodotto nuovo. Questo può tornare a tuo vantaggio, perché potresti superare i tuoi concorrenti proprio sfruttando la visibilità elevata delle Google Web Stories.

Con questo formato non solo hai più opportunità rispetto ai tuoi concorrenti di posizionarti sul motore di ricerca con delle parole chiave strategiche, ma acquisisci anche una certa autorevolezza perché dimostrerai di essere innovativo, attento ai cambiamenti, in poche parole, all’avanguardia, e questo non può che colpire i tuoi potenziali clienti.

Contenuti facilmente fruibili e realizzabili

Il successo delle storie di Google si spiega soprattutto con la loro facilità di fruizione e col fatto che si tratta di contenuti divertenti, che incuriosiscono e coinvolgono, stimolando l’interazione. Inoltre, la loro facilità di creazione le rende davvero alla portata di tutti, anche dei meno esperti.

Quali differenze ci sono tra le storie di Google e quelle degli altri social

Sostanzialmente la differenza è che le storie di Google sono contenuti di proprietà di chi li crea e i cui codici possono essere modificati e incorporati nei siti d’interesse. Ma non è tutto, perché le Web Stories di Google hanno una copertura potenziale decisamente maggiore rispetto a quelle pubblicate sui social. In realtà questo è abbastanza ovvio, dato che si tratta di un prodotto di Google e che fa parte del suo ecosistema.

Infine, poiché le storie sono delle estensioni dei siti web, possono essere pubblicate, condivise nelle news letter, visualizzate sulle home, collegate nei social network, insomma, sono uno strumento davvero versatile.

Plugin WordPress per creare Web Stories di Google

Anche per questo passaggio non devi preoccuparti perché è molto semplice. Si entra nella dashboard di WordPress, si deve cliccare su “Plugin”

plugin

Poi su “aggiungi nuovo”

plugin2

E selezionare, cercando anche con la lentina, il plugin “Web Stories”

stories3

Una volta trovato non dovrai fare altro che cliccare sul pulsante “installa”. L’uso è semplice e l’interfaccia molto intuitivo. Per creare una nuova storia sarà sufficiente cliccare su “Crea nuova storia” e scegliere il template che più ti piace tra quelli a disposizione, il resto lo realizzi mediante l’utilizzo di strumenti drag and drop.

Come realizzare una buona Google Web Story

Anche per le storie vale la regola del “vietato improvvisare”. Per ottenere successo occorre pianificare e seguire delle “regole”.

  • Iniziamo dalle dimensioni, che sono di 720 x 1280 px. Le zone superiori e inferiori della storia sono meno leggibili rispetto al resto, evita di inserire elementi importanti in quelle pareti.
  • Per quanto riguarda i caratteri, è bene non superare i 200 per pagina, meno è meglio. Per il titolo da 40 caratteri in giù e con una dimensione minima di 24 px.
  • La lunghezza è di massimo 30 pagine, di media ne vengono utilizzate 5/6, ma sarebbe meglio tenersi in un range di 10/20 pagine.

Usa preferibilmente immagini verticali e di alta qualità e, per quanto riguarda i video, non dovrebbero durare più di 15 secondi.

Ti consiglio di testare la tua storia dopo averla creata per verificare che non superi i criteri AMP.

Google Web Stories e SEO

Se da una parte, all’inizio di quest’articolo, ti ho detto che le storie non sono menzionate tra i fattori di ranking di Google, è anche vero che influenzano il posizionamento del sito web nella pagina dei risultati. Non è difficile da immaginare, dato che questo strumento sta diventando sempre più diffuso e apprezzato tra gli utenti.

Di conseguenza è molto probabile che, se ben gestite, le storie possano aumentare il traffico organico. L’ideale, per un’attività completa ed efficace, sarebbe lavorare su più fronti, sfruttando l’ottimizzazione SEO e la link building.

Quest’ultima è un’attività che dovresti sempre includere tra le opzioni della tua strategia di marketing digitale. Si tratta di ottenere dei link da siti autorevoli, che Google già conosce e dei quali si fida. Il link è come una menzione, portando al tuo sito cede parte dell’autorevolezza del sito da cui proviene (link juice) e, di conseguenza, agli occhi di Google anche il sito linkato inizia ad acquisire autorevolezza.

Tutte queste azioni, quindi, permettono al sito web di posizionarsi in alto nella pagina dei risultati, garantendo una maggiore visibilità, una conseguente maggiore possibilità di ricevere visite al sito e di convertire.

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