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Google Analytics illegale, facciamo chiarezza una volta per tutte

Google Analitics illegale, questa è la voce che circola sul web da qualche settimana, ma cosa c’è di vero? Per adesso l’uso di questo importantissimo tool non è proibito né in Italia né nel resto dell’UE, tuttavia, sono stati presi degli importanti provvedimenti che potrebbero, di fatto, limitarne l’uso nei prossimi mesi a meno che non venga siglato un nuvo accordo inerente alla protezione dei dati degli utenti tra USA e UE.

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Google Analytics illegale! Questa è la notizia che circola in rete attualmente. C’è chi agita lo spauracchio del “torneremo al fax” o al più ecologico piccione viaggiatore, chi, catastroficamente, vede nel futuro prossimo la chiusura globale dell’internet e chi la mette sul maccheronico “non succederà nulla”. Ma cosa sta davvero accadendo?Qual è il problema che ha investito Google Analytics e che rischia di travolgere le aziende come uno tsunami? Facciamo chiarezza.

Google Analytics illegale: dove nasce il problema

Lo scorso 9 giugno c’è stato un provvedimento del garante della Privacy italiano che ha letteralmente scatenato il panico tra le aziende. Tale provvedimento ha dichiarato -semplifichiamo- l’utilizzo di Google Analytics illecito per un’azienda.

Dunque, implementare il sito web con questo tool di Google non sarebbe in linea con la normativa sui livelli di sicurezza della privacy degli utenti dettata dal GDPR. In seguito a questo evento si è diffusa la notizia che l’uso di Google Analytics fosse illegale, ma al momento le cose non stanno proprio così come vengono diffuse su web.

In realtà si tratta di un problema tecnico/politico che dovrebbe, e il condizionale è d’obbligo, trovare soluzione nelle prossime settimane, ma vediamo di capire bene di cosa si tratta.

Cosa è Google Analytics e perché viene usato

Google Analytics è un tool di Google che ha molteplici funzionalità. La sua funzione è quella di effettuare gratuitamente delle analisi web gratuite, fornire dati e statistiche che consentono di valutare se la strategia di web marketing e di SEO che si sta seguendo sta funzionando.

In pratica questo tool permette di analizzare il proprio pubblico, le eventuali conversioni, chi visita il sito in modo da farti capire se stai raggiungendo i tuoi obiettivi a livello di strategia digitale o meno, fornendoti una fotografia chiara ed esaustiva della situazione.

Viene utilizzato dalle web agency, da liberi professionisti che lavorano nel marketing digitale e dalle aziende stesse. Per tutte queste categorie monitorare il comportamento del sito, vedere se rispetta tutti i parametri per il posizionamento che usa Google, è importantissimo: dai dati ottenuti con Google Analytics capiscono se il traffico sul sito ha bisogno di essere implementato, se le parole chiave utilizzate sortiscono l’effetto desiderato, ma non solo.

Possono capire chi visita il sito, da dove viene visualizzato, sia come località che come device, per quanto tempo l’utente vi permane, quali pagine visita, qual è il tasso di conversione. Insomma, potemmo paragonarlo a un monitor che ci fornisce tutti i parametri vitali di un paziente.

A oggi Google Analytics viene utilizzato da oltre 10 milioni di siti, giusto per capire la portata di una notizia sulla sua ipotetica illegalità.

Che cosa sta succedendo in Europa

Per contestualizzare quanto accaduto in Italia, dobbiamo fare riferimento al panorama europeo. La decisione del Garante della Privacy italiano, infatti, è solo l’ultima in ordine cronologico e che segue quella del Garante austriaco, danese e francese. Iniziamo da questi.

A gennaio del 2022 il Garante della privacy dell’Austria ha emesso una sanzione (in Italia non è stata comminata nessuna sanzione, ma solo una sospensione dell’utilizzo di GA e solo per quella determinata azienda verso cui è stato emanato il provvedimento) verso una società che gestiva un sito web implementato con Google Analytics. Anche i Garanti danesi e francesi avevano già intrapreso azioni simili, sanzioni e ammonizioni che avevano come oggetto Google Analytics 3.

Importante questa precisazione, dato che al momento è possibile fruire della versione di Google Analytics 4 che sembra essere in linea, o così viene riferito, con le normative vigenti.

Ma cosa sta accadendo? Ebbene, sono state dichiarate insufficienti le misure di protezione dei dati degli utenti europei previste dal Privacy Shield, l’accordo siglato tra USA e UE prima dell’entrata in vigore del GDPR e che riguarda, sostanzialmente, il trasferimento dei dati personali.

I dati degli utenti raccolti con Google Analytics, infatti, vengono trasferiti negli USA. Ma dov’è il problema? Il focus si sposta sul fatto che negli Stati Uniti le Autorità Governative e le agenzie di intelligenze possono accedere a tali dati personali (personali, non sensibili) entrando quindi in conflitto con l’attuale normativa europea.

Proprio questo è stato contestato all’azienda italiana oggetto del provvedimento del Garante della Privacy. Ma anche qui occorre fare chiarezza. In primo luogo va detto che la decisione presa dal GDPR in Italia non è universale, quindi il provvedimento riguarda solo la società interessata, non tutti.

Che cosa ha fatto il GDPR

Il GDPR ha effettuato degli accertamenti e, avendo riscontrato difformità da quelle che sono le normative sulla privacy degli utenti, ha adottato il primo di una serie di provvedimenti verso il gestore di un sito web, ammonendolo e ingiungendogli di conformarsi al Regolamento europeo entro 90 giorni, tempo reputato adeguato dal GDPR per consentire al gestore il trasferimento, diversamente si procederà con la sospensione dei flussi dei dati verso gli USA.

Insomma, un bel problema per chi fa utilizzo del tool. In realtà non si tratta esattamente di una doccia fredda, già da 2 anni si parla di disallineamento con la nuova normativa europea. In particolare a creare problemi non sarebbe tanto il trasferimento dei dati in sé, dati che contemplano indirizzo IP e altri dati che consentono di identificare gli utenti, quanto il fatto che, come detto, trasferendoli negli USA possono essere liberamente fruiti dal Governo e dall’intelligence.

Google Analytics è illegale?

La voce che vede come illegale l’utilizzo di Google Analytics ha preso piede nel giro di poche settimane, seminando il panico.

Vediamo cosa dice, però, il Garante della Privacy. Ripetiamo, in questo momento non sono previste sanzioni, il provvedimento che prevede la messa a norma della protezione dei dati riguarda solo il soggetto investito dal provvedimento stesso ma, sostanzialmente, l’Autorità garante della Privacy richiama l’attenzione di tutti i gestori italiani di siti web, sia pubblici che privati, evidenziando l’illiceità del trasferimento dei dati negli USA mediante Google Analytics.

Spetta quindi al titolare del trattamento verificare che l’utilizzo dei cookie e di altri strumenti di tracciamento sia conforme con la normativa in vigore.

Insomma, una bella patata bollente, senza dubbio, ma non la bomba che sta esplodendo sul web.

Va comunque chiarito che nessun Garante della Privacy europeo, incluso quello italiano, ha di fatto vietato l’utilizzo di Google Analytics, ma solo il trasferimento dei dati nei paesi che non risultano conformi alla normativa europea in materia.

Quale futuro per la profilazione con Google e altri strumenti

Naturalmente, il fatto che al momento non siano state comminate sanzioni, non significa che si potrà continuare a fare come se nulla fosse. Ci troviamo comunque davanti a un problema che non è proprio di facile soluzione, se non verranno prese delle decisioni politiche o tecniche.

La Francia ha trovato come soluzione quella di utilizzare un server proxy (un server intermediario) localizzato in Europa e che quindi rispetti la normativa. Soluzione fattibile? Lo sarebbe se i dati, effettivamente, restassero in Europa, ma è già accaduto che un server proxy localizzato in Irlanda desse in “subappalto” i dati agli USA, quindi siamo sempre lì, dato che i dati raccolti da Google Analytics andrebbero comunque trasferiti negli Stati Uniti.

Quale soluzione quindi? Ovviamente, il garante della Privacy si limita a evidenziare difformità dalla normativa della privacy, non può offrire soluzioni. Queste ricadono in capo ai fornitori di servizi, ai politici e ai titolari dei dati.

Insomma, c’è da sperare che venga siglato un nuovo accordo, un nuovo Privacy Shield tra USA e UE che tenga conto della nostra nuova normativa e si sta lavorando in tal senso. Non sembra verosimile, però, che tale accordo possa essere siglato entro i 90 gironi, ma anche una presa di posizione in questa direzione sarebbe sufficiente per evitare il blocco dei flussi di dati.

Google Analytics 4 è una soluzione?

L’attenzione si sposta dunque su Google Analytics 4, la nuova versione del tool rilasciata da Google. Oggetto dei provvedimenti europei, lo ricordo, è Google Analytics 3. Al momento quello che possiamo dire è che è preferibile rimuovere GA3 preferendo la nuova versione, GA4 che, stando a quanto afferma il fornitore, sarebbe in linea con la normativa.

Il Garante, in realtà, non ha ancora analizzato la nuova versione del tool, per cui non si è espresso ufficialmente. Anche l’utilizzo di altri tool competitor non sembra una soluzione poiché il problema è sempre il trattamento dei dati che vengono trasferiti fuori dalla UE.

Al momento, quello che ci viene suggerito è di navigare a vista e passare alla versione GA4, aspettando che venga siglato un nuovo accordo o che i fornitori trovino una soluzione idonea.

Conclusioni

Se stai usando Google Analytics, quindi, per ora puoi continuare a farlo tranquillamente, almeno la versione 4. Non è proibito profilare il target, puoi ancora utilizzare i dati per capire se le tue strategie stanno funzionando.

Monitorare l’andamento del tuo sito, ti ricordo, è un’attività fondamentale, ogni scelta, ogni strategia, viene impiantata partendo proprio dall’analisi del sito web. Anche le strategie di link building che mettiamo in atto per i nostri clienti partono sempre da un’attenta analisi del sito web, solo così possiamo capire, effettivamente, la direzione da intraprendere e fare le scelte migliori per ogni situazione.

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