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First input delay (FID): che cosa è e come ottimizzarlo

Il First Input Delay, o FID, è uno dei nuovi fattori che utilizza Google per attribuire punteggi alle pagine web. I motori di ricerca sono sempre più orientati verso l’esperienza dell’utente e questo ha portato proprio alla nascita di tali nuovi fattori. Qui scopriamo cosa è il First Input Delay nel dettaglio e come ottimizzarlo al meglio.

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Spesso ci sentiamo dire che la prima impressione è quella conta. Nei rapporti di lavoro questo assunto è abbastanza vero. Quando si va a fare un colloquio di lavoro ci si prepara per fare una buona impressione, perché non sempre si ha una seconda opportunità! Ma se nelle relazioni umane è possibile, col tempo, cambiare idea, quando si tratta di valori, o meglio, di metriche utilizzate da Google per valutare un sito, allora bisogna fare davvero molta attenzione. Qui vediamo una delle nuove metriche che dobbiamo considerare per fare una “buona impressione” ai motori di ricerca: il FID, First Input Delay.

First Input Delay, di cosa stiamo parlando

I termini in inglese hanno la facoltà di rendere complicato anche quello che in realtà non lo è e nel caso del FID stiamo parlando di un valore, precisamente quello che indica la velocità di reazione del nostro sito nel momento in cui un utente compie un’azione.

Già da qualche tempo Google utilizza, oltre ai fattori di ranking esistenti, che sono più di 200, i Core Web Vitals.

Questi sono ulteriori fattori che contribuiscono a dare un punteggio a una pagina web. e sono incentrati principalmente sull’esperienza dell’utente: il FID altro non è che uno di questi.

Oggigiorno è fondamentale l’esperienza dell’utente (in inglese User Experience), per questo sempre più i motori di ricerca, in primis Google, hanno introdotto le nuove metriche. Tra queste, per riprendere il discorso di prima, c’è il FID che misura il tempo che impiega una pagina o un sito a reagire in seguito a un’azione dell’utente.

Va da sé che minore è questo tempo di reazione, quindi questo parametro, migliore sarà l’esperienza dell’utente. Ma dal punto di vista della SEO conta questa metrica? In principio si pensava che non contasse più di tanto, invece, dopo qualche mese dall’introduzione dei Core Web Vitals, ci si è resi conto che anche questo valore, oltre ad altre attività come la link building, sta incidendo nel posizionamento dei siti sulla SERP, la pagina dei risultati.

A prescindere da Google, però, mettendoci semplicemente nei panni dell’utente, ci si rende conto di quanto sia antipatico navigare con difficoltà, quindi avere una brutta esperienza su un sito o su una pagina. Il più delle volte, se ci si trova in questa circostanza si abbandona la pagina e si va altrove a cercare quello che ci interessa.

Come funziona la metrica del FID

La metrica del First Input Delay, come detto, misura la reattività della pagina con la quale stiamo interagendo, quindi quanto tempo intercorre dal momento in cui, per esempio, si fa clic su un pulsante o un link e quando il browser risponde.

Ma vediamo subito quali sono i valori che Google considera buoni, migliorabili o scarsi.

Ebbene:

  • se il tempo di reazione della pagina si trova entro i 100 millisecondi, il FID sarà buono;
  • da 100 a 300 sarà suscettibile di miglioramento;
  • oltre i 300 ms sarà scarso.

Per prima cosa, quindi, dobbiamo misurare questo valore e capire in quale fascia si trovano le pagine del nostro sito. Per questo esistono appositi tool e se la pagina è online da più di un mese, con i report di Chrome user experience, si possono misurare i Core Web Vitals, incluso il FID.

Come migliorare i FID delle nostre pagine

La metrica dei FID non è una di quelle per le quali esista una ricetta da seguire, bensì va “provata”. Questo è necessario perché è necessario misurare il rapporto utente-pagina. Si dovranno quindi valutare:

  • il rapporto dell’user experience dell’utente, cioè sull’esperienza avuta;
  • valutare i PageSpeed Insights;
  • Search Console, nello specifico i Core Web Vitals;
  • Lighthouse;
  • Libreria Java Script, Web Vitals.

Vediamo ora come comportarci in caso di problemi.

#1. Per prima cosa dobbiamo valutare il tempo di esecuzione di JavaScript. Se è troppo lungo il risultato è che le interazioni saranno lunghe a causa delle risorse troppo pesanti. Bisogna quindi ottimizzare l’attività di JavaScript. In che modo? Sicuramente si deve spezzettare il codice, eliminando le parti che non servono e comprimendo le altre. Questo comporta anche un minor uso di risorse da parte dei motori di ricerca.

#2. Sebbene i codici di terze parti siano utili, dato che consentono di inserire all’interno del nostro portale un banner pubblicitario, se vengono aggiunti al codice HTML, purtroppo, causano dei ritardi anche importanti. Rimuoverli è sicuramente il modo più efficace per ovviare al problema, tuttavia, se sono necessari, possiamo ottimizzarne il processo di caricamento. Per farlo si utilizza l’attributo “defer”, in modo da far eseguire lo script nel momento in cui la pagina sarà caricata.

#3.Ridurre al minimo il lavoro sul  processo principale. Di norma, l’elaborazione delle risorse viene suddivisa in almeno due thread (così è chiamato in termini di settore il processo) dove quello principale del rendering (codificazione grafica) della pagina ha la funzione di elaborare la maggior parte del codice, oltre ad elaborare anche le interazioni dell’utente. Se il processo principale è già occupato perché, magari, sta elaborando altro, la pagina può risultare lenta nel rispondere agli input. Ridurre la mole di lavoro è quindi fondamentale al fine di migliorare il FID.

#4. Il sito risente anche del numero di risorse che deve elaborare e restituire all’utente, come i documenti, le immagini, i blocchi di testo. Abbiamo già ribadito l’importanza di ottimizzare i codici JavaScript e anche dei file CSS. Bisogna quindi cercare di contenere quanto più possibile le richieste e cercare di ridurre le dimensioni del trasferimento di risorse.

Ricorda che migliorare il First Input Delay significa rispondere non solo a un’esigenza dei motori di ricerca, ma soprattutto a quelle dei tuoi utenti.

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