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Adv online, gli investimenti del 2022 e le nuove tendenze

Adv online, quali sono stati gli investimenti delle aziende nel 2022, ma soprattutto, quali sono le nuove tendenze di questo settore che si prospettano nel futuro prossimo? Facciamo una panoramica di tutta la situazione, valutando gli strumenti più utilizzati per la pubblicità online e le tattiche che offrono le migliori prospettive d’investimenti e di efficacia.

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Se negli ultimi due anni abbiamo assistito al boom delle vendite online, quella che si staglia davanti nel futuro immediato è una vera e propria evoluzione del settore. A dare una spinta non indifferente a questo processo, senza dubbio, è stata la pandemia, ma il trend più che positivo continua, non solo, vi sono segnali che indicano una crescita ulteriore. Il fenomeno che andiamo ad analizzare in questo articolo non riguarda le vendite, ma la spesa per l’adv online.

Adv online, spese del 2022 e tendenze future

La pubblicità è l’anima del commercio, questo lo sappiamo tutti, ma il settore è in costante evoluzione. Ciò è dovuto a diversi fattori, ho citato prima la pandemia, ma indubbiamente anche le nuove tecnologie, nonché le nuove abitudini dei consumatori, hanno avuto e continuano ad avere un peso rilevante.

Per avere un quadro completo dobbiamo considerare il 2022 come l’anno della ripresa post-pandemia per il settore adv, grazie anche alla ripresa di numerosi eventi che in questi due ultimi anni erano stati sospesi. Proprio in base a questo trend le maggiori agenzie internazionali sono concordi nel pensare che questo fenomeno di ripresa perdurerà anche nel prossimo futuro dato che anche nel 2023 vi saranno diversi eventi.

Secondo le agenzie internazionali -nei dati presentati da Confindustria Radio Televisioni- le cifre potrebbero essere queste: +6,4% per GroupM; + 5,4% per Zenith e +6,0% per Magna. Il dato interessante per noi, però, è che tale ulteriore ripresa sarà trainata dall’advertising digitale in tutti i suoi canali.

Adv online e offline, a vincere è l’omnichannel

Qui il dibattito, almeno quello teorico, resta sempre molto acceso, meglio l’una, l’altra o l’integrazione dei canali? Anche in questo caso abbiamo dei dati presentati in seguito a una ricerca condotta da Kantar tramite Media Reactions. Ebbene, stando allo studio, i consumatori reputano ancora più interessante l’adv tradizionale, quindi quello offline, in particolare quello veicolato mediante i cinema, eventi fisici e riviste.

La cosa che, però, crea una nuova realtà che sta crescendo molto rapidamente è che i media digitali sono risultati essere determinanti per la brand awarness, ovvero, la notorietà del brand.

I canali social

In questo frangente i canali social hanno giocato un ruolo molto importante, in particolare piattaforme giovani come Tik Tok, dove le inserzioni pubblicitarie sono cresciute enormemente, come mostrano i dati della classifica globale di Ad Equity e la tendenza da questi numeri in crescita.

Il future è nell’omnichannel

Fuori dalle discussioni da bar, ma semplicemente attenendoci ai dati, quello che viene fuori è la forza che sta acquisendo sempre di più il marketing omnichannel. Non si tratta, quindi, di stabilire se funzionano di più le adv online o offline, quanto quella di sfruttare, in modo equilibrato e flessibile, entrambe.

Quando parliamo di marketing omnichannel ci stiamo riferendo a un utilizzo sinergico sia dei canali di comunicazione fisici che di quelli digitali. Ad oggi, questa, è la sfida più grande dal punto di vista dell’advertising, per le aziende.

Chiaramente non c’è una ricetta che vada bene per tutte, ma sicuramente funziona, in generale, una strategia multicanale che tenga conto degli obiettivi, del contesto e dei mercati, declinata sulla base di questi fattori e che presenti un equilibrio consono tra i diversi canali.

Come organizzare il budget per l’adv online

Per poter progettare una strategia di advertising online e avere un’idea del budget che occorre, si deve necessariamente avere un’idea di quello che è l’ecosistema di internet, per esempio considerando i siti, i motori di ricerca, i social media ecc. Per poter attuare delle strategie efficaci e massimizzare l’investimento del budget bisogna valutare quali adv utilizzare a seconda del canale scelto. Vediamo le principali tipologie.

Pubblicità a pagamento per click

Questo tipo di pubblicità deve essere ben ponderata in base al risultato che si vuole ottenere e tenendo presente che non va bene per tutte le situazioni. Detto in parole molto semplici, si tratta di fare pubblicità mediante annunci a pagamento, ogni click ha un determinato costo che può variare sulla base di diversi fattori.

Gli annunci sponsorizzati (a pagamento) ovviamente, si posizionano in cima alla pagina dei risultati, quindi sono decisamente più visibili rispetto agli altri che si posizionano in modo organico. La visibilità ha dei costi, inizia a capire subito questo concetto perché nulla è gratis, nemmeno il posizionamento organico e non si tratta di chi paga cosa per essere più visibile, si tratta solo di trovare la tattica giusta per essere visti per primi e questo è un concetto che si sta marcando sempre più.

Posizionamento organico

Se pensi che il posizionamento organico sul web sia uguale a “gratis”, purtroppo sei fuori strada. Non è un lavoro che chiunque può fare, al contrario, richiede numerose competenze, quindi molto studio e diversa esperienza sul campo. Ovviamente, un professionista o un’agenzia di web marketing possono chiedere l’investimento di un determinato budget, anche qui dipende da diversi fattori.

Le grandi aziende investono in posizionamento organico? Assolutamente sì, e lo fanno sia attraverso l’ottimizzazione del sito e dei contenuti, sia attraverso le attività di link building. Queste consistono nell’ottenere link da siti che hanno già una certa autorevolezza o che comunque sono apprezzati da Google, diciamo che si tratta di ottenere una sorta di referenza.

Tutti ci fidiamo di più della pizzeria consigliata da un amico che ci è già stato. Lo stesso vale per i link, se provengono da un sito autorevole, cedono parte dell’autorevolezza del sito di provenienza. Anche in questo caso non si tratta di cercare la via più facile, bensì di trovare la soluzione migliore per il proprio caso.

Conclusioni

In definitiva, sempre più aziende investono in adv, proprio in virtù del grande boom dell’online, che oggi traina il settore dell’adv in generale. Non c’è, ovviamente, una scelta più giusta o una più sbagliata, come norma, bensì si deve cercare di mettere in perfetto equilibrio tutti i canali su cui investire.

Bisogna fare un’accorta valutazione della propria situazione e di conseguenza decidere come e quanto investire su ogni canale.

Quello che è certo è che per avere un riscontro dalle attività intraprese, incluse le sponsorizzate, bisogna partire con un sito che sia già efficiente, quindi fondamentalmente le attività di SEO e link building devono essere incluse nel piano di marketing.

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